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    December 07

    Pd del Nord... o no?

    Ci sto!!! Sì, dai, facciamolo. Il Pd del Nord, del Centro e del Sud. E le Isole? Mah, vedremo. E poi quali isole? No, la Sardegna non ci va con la Sicilia. Facciamo Sud e basta, vedremo in seguito di aprire un dipartimento Arcipelaghi, magari facciamo una corrente. NordCentroSud quindi, perchè è giusto, perchè ogni territorio ha le proprie caratteristiche e se vogliamo vincere in Italia dobbiamo vincere al Nord. Facciamolo, ma facciamolo strano però. E così, per avvicinarci di più alle esigenze dei cittadini, per vincere, al Nord lo facciamo di destra, al centro di sinistra, al sud lo facciamo centrista.Anzi no, facciamo centodieci Pd, uno a provincia, perchè ogni territorio ha le proprie caratteristiche e se vogliamo vincere in Italia dobbiamo vincere al Nord (ah, l'ho già detto... vabbè, repetita iuvant). Centodieci allora. Che idea eccezionale!!! Solo così potremo realizzare il "grande progetto". In Trentino andiamo con la Svp, perchè già ci stiamo e allora chi ce lo fa fare a mollarli. A Bergamo andremo con la Lega, solo loro interpretano il disagio dei bergamaschi in regime di vergognosa "piena occupazione", e poi, diciamolo, hanno un sacco di voti. In Toscana ed Emilia stiamo bene così ma siccome dopotutto siamo anche di sinistra resuscitiamo i comunisti. Al Sud? Il Sud è cattolico perciò Udc. Sì, Udc, che poi stiamo insieme all'opposizione. E in Sicilia? La Sicilia è grande, è importante. Allora in Sicilia in quattro provincie andiamo con l'Mpa e in quattro con l'Udc, in una non andiamo con nessuno che tanto vinciamo lo stesso. Sì, in Sicilia facciamo così, perchè non possiamo più ignorare quella moltitudine di uomini d'onore e famiglie che non ci votano per il nostro incomprensibile snobismo. Ma che dico? Sono impazzito? Ma se in Sicilia il Pd non esiste!!! A volte i problemi ce li vogliamo proprio creare.
    Il Nord. Ah, il Nord!!! L'annosa questione settentrionale. Ne parlano tutti ormai, sindaci, intellettuali, filosofi. Perchè se vogliamo vincere in Italia dobbiamo vincere al Nord (quanto sono ripetitivo!!!). Povero Nord!!! Freddo e grigio, con quell'insopportabile piena occupazione e quel tenore di vita tra i più alti al mondo. Con tutti quei treni superveloci e quegli aeroporti. Con quella rete autostradale capillare e in ottimo stato e con quei salari più alti del 20% rispetto al resto del paese. Povero Nord!!! Sfruttato da capricciosi laureati del Sud che non sono mai contenti e si affrettano a lasciare la propria terra solo per indispettire gli altri. Chi mai potrà interpretare il disagio e il vuoto di un tal misera condizione? Chi si occuperà di rappresentare la devastazione che anni di razzie meridional-socialiste hanno lasciato in quelle terre?
    La risposta è geniale... e tutti la conosciamo.

    Salvo Roccella
    November 14

    Regalbuto: Protesta per i salari arretrati e rischia l'arresto

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    Dal Blog di Cubacris:

    "Per la prima volta da moltissimi anni a questa parte (credo una sessantina) a Regalbuto è stata sgomberata una pacifica manifestazione di protesta con l'intervento delle Forze dell'Ordine.
    A protestare non era un gruppo di pericolosi ed eversivi comunisti, ma un operatore ecologico, che per l'ennesima volta chiedeva il pagamento dei due mesi di salario arretrato. Due mesi che diventeranno tre, perchè le istituzioni si rimbalzano la palla e nonostante le rassicurazione nessun operatore ecologico regalbutese avrà i propri soldi prima di dieci giorni. Dieci giorni fanno fine novembre e fine novembre significa tre mesi senza stipendio.

    Regalbuto è un piccolo paese. Tutti conosciamo tutti. Tutti sappiamo chi sono gli operatori ecologici, quanto sia prezioso il loro lavoro. E tutti sappiamo che si tratta nel 99% dei casi di capifamiglia monoreddito, di solito con figli più o meno grandi, che lavorano solo per mandare avanti la famiglia. E sappiamo cosa significano tre mesi senza stipendio. O no?

    No, forse non lo sappiamo. Perchè ogni volta che loro protestano il massimo che facciamo è lamentarci della spazzatura rimasta sotto casa nostra.

    Questa mattina, stanco delle promesse della Giunta Punzi, che a febbraio aveva assicurato che da quel momento avrebbe anticipato tutti gli stipendi, Benedetto Scaglione, 48 anni, ha deciso di protestare a nome di tutti i suoi colleghi, occupando pacificamente la Sala Consiliare, fino all'avvenuto pagamento degli arretrati.

    Niente di nuovo. In passato è già successo.

    La novità sta nel fatto che alle 18:00 Benedetto Scaglione è stato costretto a lasciare l'Aula Consiliare e ad abbandonare la sua pacifica e legittima protesta. I Carabinieri sono intervenuti, intimando Scaglione di lasciare l'aula, pena l'arresto e la conduzione immediata presso il carcere di Nicosia.

    L'intervento dei Carabinieri è avvenuto a seguito della comunicazione via fax dell'occupazione, mandata dal Comune di Regalbuto alle istituzioni e alle Forze dell'Ordine.

    Considero questo fatto veramente grave. Un'Amministrazione Comunale dovrebbe essere l'istituzione più vicina ai cittadini che protestano e accogliere le istanze di chi è senza stipendio da due mesi, invece di invocare l'intervento delle Forze dell'Ordine e far sgombrare l'Aula. Voci insistenti dicono che l'intervento è stato dettato dal fatto che un Vigile Urbano avrebbe dovuto restare al fianco di Scaglione nella notte passata al Comune. Certo, fatto grave questo! A mio parere dovrebbe essere il Sindaco stesso ad offrirsi di dormire con i lavoratori che occupano per far sentire la loro voce. E invece li si fa sgomberare dalle Forze dell'Ordine, sotto minaccia di arresto.

    E così i lavoratori subiscono doppia umiliazione: non ti danno lo stipendio e se parli ti faccio pure arrestare.

    Il vento della destra che sta imperversando su tutto il nostro paese comincia a far vedere i propri effetti. Alla parola "occupazione" le Forze dell'Ordine intervengono con celerità. E pensare che per un omicidio in Piazza davanti a tutti ci hanno messo molto di più ad arrivare...

    Certo che il concetto di legalità è usato in maniera alquanto bizzarra, se i mafiosi circolano liberamente per la Sicilia e un operatore ecologico che non ha di che mangiare da tre mesi non può nemmeno protestare.

    Tutto questo mi ricorda qualcosa, qualcosa che per mia fortuna ho solo studiato sui libri di storia.

    Malatempora."

    MCR

    November 09

    It's a New Day...

        

    I WENT TO SLEEP LAST NIGHT
    TIRED FROM THE FIGHT
    I'VE BEEN FIGHTING FOR TOMORROW ALL MY LIFE
    YEAH I WOKE UP THIS MORNING FEELING BRAND NEW
    CAUSE THE DREAMS THAT I'VE BEEN DREAMING HAS FINALLY COME TRUE

    IT'S A NEW DAY


    IT'S BEEN A LONG TIME COMING
    UP THE MOUNTAIN KEPT RUNNING
    SONGS OF FREEDOM KEPT HUMMING
    CHANNELING HARRIET TUBMAN
    KENNEDY LINCOLN AND KING
    WE GOTTA MANIFEST THAT DREAM
    IT FEELS LIKE I'M SWIMMING UPSTREAM
    IT FEELS LIKE I'M STUCK IN BETWEEN
    A ROCK AND A HARD PLACE WE'VE BEEN THROUGH THE HEARTACHES
    AND LIVED THROUGH THE DARKEST DAYS
    IF YOU AND I MADE IT THIS FAR WELL THEN HEY WE CAN MAKE IT ALL THE WAY
    AND THEY SAID NO WE CAN'T
    AND WE SAID YES WE CAN
    REMEMBER ITS YOU AND ME TOGETHER

    I WOKE UP THIS MORNING FEELING ALRIGHT
    I'VE BEEN FIGHTING FOR TOMORROW ALL MY LIFE
    YEAH I WOKE UP THIS MORNING FEELING BRAND NEW
    CAUSE THE DREAMS THAT I'VE BEEN DREAMING HAS FINALLY COME TRUE


    IT'S A NEW DAY


    IT'S BEEN A LONG TIME WAITING
    WAITING FOR THIS MOMENT
    IT'S BEEN A LONG TIME PRAYING
    PRAYING FOR THIS MOMENT
    AND HOPE FOR THIS MOMENT
    AND NOW THAT WE OWN IT
    CLOSER I'M A HOLD IT
    AND I WON'T LET IT GO
    THIS IS FOR OUR FATHERS, OUR BROTHERS, OUR FRIENDS WHO FOUGHT FOR FREEDOM, OUR SISTERS OUR MOTHERS, WHO DIED FOR US TO BE IN THIS MOMENT
    STOP AND CHERISH THIS MOMENT
    STOP AND CHERISH THIS TIME
    IT'S BEAUTIFUL AIN'T IT
    WE DID IT FOR HER AND HIM AND HE AND SHE AND YOU AND ME TOGETHER


    YEAH I WOKE UP THIS MORNING FEELING BRAND NEW
    CAUSE THE DREAMS THAT I'VE BEEN DREAMING FINALLY COME TRUE
    YEAH I WOKE UP THIS MORNING FEELING ALRIGHT
    CAUSE WE WASNT FIGHTING FOR NOTHING
    AND MALCOLM WASN'T FIGHTING FOR NOTHING
    AND MARTIN WASN'T DREAMING FOR NOTHING
    AND LINCOLN WASN'T TRYING FOR NOTHING
    AND CHILDREN WASN'T CRYING FOR NOTHING

    October 18

    Il Sentimento e la Ragione

    Qualche giorno fa un vecchio amico che non vedo da diversi anni mi ha scritto rimproverandomi d'esser cambiato perchè aderisco al PD e sostengo l'americano Barack Obama. Rispondo con il Sentimento di chi sente una mancanza e vive una passione, con la Ragione di chi vive le proprie idee e le difende.
     
     Caro compagno,
    forse hai ragione... o forse no? Mi conosci profondamente e conosci la natura della mia militanza politica. Non accetto e non accetterò mai la militanza fine a se stessa, la testimonianza di chi si specchia nei suoi principi e che mai si traduce in azione di cambiamento nè di struttura nè di sovrastruttura. Questo è il mio marxismo, la mia filosofia della praxis, e l'essere ormai orfano di un partito che espicitamente si richiami al Manifesto non mi induce ad abbandonare il mio impegno ed il mio attivismo, la mia visione della storia dell'uomo non me lo concede, ed anche quando ho provato a stare lontano da ogni tipo di coinvolgimento filosofico, ideologico o politico, in breve son tornato ad occuparmi della società e delle sue ingiustizie. Da qui il proseguimento della mia esperienza nel Partito Democratico che, è vero, probabilmente non rappresenta il prototipo di partito come noi lo pensavamo e sognavamo anni fa, ma rimane l'unico strumento di militanza e l'unica opportunità di impegno politico dati nella nostra terra ormai sull'orlo del baratro, definitivamente. Certo, si potrebbe obiettare che l'impegno politico che ricerchiamo può essere trovato su vari livelli e differenti organizzazioni, ma non smetterò mai di pensare, come già i nostri padri costituenti hanno pensato, che non può esistere impegno politico che ignori i partiti e che non può esistere democrazia che non sia vissuta dai partiti. Dentro il partito vive l'intero pulsare della vita democratica della nazione, le contraddizioni, gli interessi di parte, le lobbies, e poi le convergenze, le visioni condivise, la sintesi e le soluzioni. Per questo oggi mi trovo impegnato come sempre nella costruzione e nel rafforzamento del Partito Democratico, perchè esso oggi rappresenta per me l'ultimo baluardo, il tentativo estremo di non rinunciare a vivere attivamente la democrazia nel nostro paese, il tentativo di riallacciare e mantenere un legame con la società che non sia esclusivamente mediato dai media, il tentativo di far rimanere il nostro paese ancorato alla tradizione democratica europea quando il rischio di "americanizzazione" è alle porte. Ed è anche per questo che oggi sono un grande sostenitore di Barack Obama. Seguo le elezioni americane da oltre un anno, prima le primarie e poi la corsa alla Casa Bianca. La fortuna di conoscere l'inglese mi ha consentito di seguire la campagna anche sui media americani e su internet in lingua originale. Sai benissimo quanto poco io condivida dell'America e del sistema americano, penso però che oggi più che mai si abbia bisogno di un democratico alla White House. Al di là di ciò che è folklore o opportunismo elettorale, Obama rappresenta realmente un punto di rottura forte nella politica americana e ciò si ripercuoterà necessariamente su tutte quelle istituzioni governate o "controllate" dagli USA (Wto, Fmi, Banca Mondiale, etc...). La politica estera americana invertirebbe nettamente rotta nel caso di una vittoria di Obama, a partire dall'Iraq, e un rinnovato impegno degli Stati Uniti contro il riscaldamento globale sarebbe un evento di straordinaria importanza. Nel campo dei diritti civili l'ascesa di un uomo di colore alla carica più importante del mondo rappresenterebbe un punto di non ritorno per il mondo intero, anche per la civilissima Europa. In ultimo ciò che mi ha profondamente colpito è la grande mobilitazione di massa che sta percorrendo gli States in lungo e in largo come non si vedeva dall'epoca delle lotte per i diritti civili. Si stima che si recheranno alle urne circa 4 milioni di elettori che mai avevano esercitato il loro diritto al voto, ed anche questo in un paese come l'America deve essere letto come un risultato straordinario, in controtendenza rispetto a quell'"americanizzazione" che invece rischiamo di vivere qui.
    Beh, sono stato un po' lungo, ma sai quanto io ci tenga a certe cose, soprattutto alla difesa delle mie idee e della mia coerenza. Spero, compagno e fratello, di poter affrontare queste discussioni con te al più presto,  come facevamo una volta, ascoltando buona musica magari davanti un buon bicchiere. Un abbraccio a te e Vale.
    Salvo
    October 09

    The Hopeful Hearts Club Movement

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    “I wanted to do a painting that reflected the essence of hope that the Obama campaign has inspired in millions of Americans over the past 2 years.  The 1967 Beatles Sgt. Pepper album manifested during a time of social, economic, and worldwide change.  I feel that we are in another moment where the choices we make are having a profound effect on our lives, and the world at large. 

    As with the original Sgt. Pepper album, I have taken careful consideration of individual placement, individuals accomplishments, and their relationship to the Obama campaign and this time of change. ” (See who is in the Hopeful Hearts Club and in the original Sgt. Pepper.)

    MICHAEL CUFFE

    The original Sgt. Pepper:

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    October 05

    CCCP - Fedeli alla linea

     

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    Come una malattia della pelle localizzata
    o una irripetibile chance
    un disturbo residuo
    PRAVDA PRAVDA
    RUDE PRAVO
    TRIBUNA LUDU
    K.G.B. K.G.B.
    altro che nuovo
    nuovo sensazionale
    afferrare l'occasione propizia
    indicare con una crocetta la qualità
    la quantità desiderata
    FEDELI ALLA LINEA
    FEDELI ALLA LINEA
    FEDELI ALLA LINEA
    C.C.C.P   S.S.S.R.
    Fedeli alla linea anche quando non c'è
    quando l'imperatore è malato
    quando muore o è dubbioso
    o è perplesso
    fedeli alla linea e la linea non c'è
    fedeli alla linea e la linea non c'è
    FEDELI ALLA LINEA
    FEDELI ALLA LINEA
    FEDELI ALLA LINEA
    C.C.C.P   S.S.S.R.
    altro che nuovo
    altro che uomo nuovo!!! 

    September 19

    Catania - Il simbolo della città in vendita causa "dissesto finanziario"

     

    liotru_detail

    "Causa dissesto finanziario, vendesi statua raffigurante un elefante, conosciuta come 'U Liotru'". Cosi' comincia un annuncio pubblicato stamani su eBay, che riguarda il monumento che raffigura l'elefante, il 'liotru', simbolo di Catania, in piazza Duomo, davanti al municipio, sull'orlo del dissesto economico. L'asta si concludera' il 27 settembre.
    L'elefante è stato messo in vendita da un utente che ha come nickname 'forum-mirabella', utente Ebay dal 12 dicembre 2007, registrato in Italia come venditore non professionale. "Il vincitore dell'offerta, per un prezzo superiore ai 100 milioni di Euro - prosegue l'annuncio - verra' proclamato co-patrono della citta' di Catania e portato in trionfo durante i festeggiamenti di Sant'Agata". "La somma - si legge - va versata alla tesoreria del Comune di Catania. Le coordinate bancarie verranno inviate al vincitore dell'asta entro 24 ore dalla conclusione della stessa". Sull'elefante stamani, al secondo giorno della protesta dei lavoratori della raccolta di rifiuti, che continuano a manifestare in piazza Duomo, sede del Comune, sull'orlo del dissesto economico, è stato messo un cartello con la scritta: "Si vende".
    La città è infatti in profonda crisi, da lunedì nessuno ritira la spazzatura, 440 netturbini non vengono pagati da mesi, in alcuni quartieri manca l'elettricità e il Comune è sommerso dai debiti: 850 milioni di euro secondo gli ispettori ministeriali.

    Ma tutto questo potrebbe essere solo un antipasto di quel che potrà accadere se entro il 30 settembre non arriveranno i soldi per ripianare i debiti degli ultimi tre bilanci, condizione posta dalla Cassa depositi e prestiti per dare il via libera alla ristrutturazione dei mutui e al piano di risanamento con le banche. "Se da Roma non dovessero pervenire risposte concrete, credo che non vi siano escamotage per superare questo mese", ammette il ragioniere generale Francesco Bruno.

    Il Sindaco Raffaele Stancanelli intanto ha scritto un'accorata lettera aperta a Berlusconi. Il Cavaliere nel 2005 giunse a Catania invitando la popolazione a rieleggere Scapagnini. La speranza è legata al Consiglio dei ministri di oggi: servono subito 120 millioni, ma Tremonti frena. Con il dissesto i creditori avrebbero diritto solo al 40% delle spettanze.

    Lo spettro: piccole imprese fallite, migliaia di disoccupati.

    September 01

    Regalbuto: Raccolta di firme in Piazza della Repubblica

     

    rubinetto

    Il Comitato Cittadino Regalbutese nato spontaneamente a causa del protrarsi dell'emergenza idrica nel nostro paese ha deciso di raccogliere quante più firme possibili per inviare una petizione al Sindaco e alle Istituzioni competenti. La petizione può essere firmata da tutti i cittadini Regalbutesi presso il gazebo presente in Piazza della Repubblica a Regalbuto a partire dal pomeriggio.

    Ecco il testo della petizione:

    CRISI IDRICA A REGALBUTO: PERCHE’?

    Da oltre un anno e soprattutto nell’ultimo mese il nostro comune è stato interessato da una crisi idrica senza precedenti. L’erogazione dell’acqua potabile è stata infatti effettuata a singhiozzo, per poche ore al giorno e spesso a giorni alterni, senza un’adeguata informazione per i cittadini, causando così gravissimi disagi alla popolazione residente, alle attività commerciali e costringendo i nostri concittadini emigranti in visita ad un forzato rientro.

    Le risposte che le Istituzioni hanno dato sono state senza dubbio vaghe e poco precise, somigliando più ad uno scarica barile (guasti non meglio precisati, inefficienze dell’ATO…) che alla seria trattazione di un problema così delicato come quello dell’acqua.

    In un passato molto recente il nostro paese non ha mai sofferto grossi problemi di approviggionamento idrico se non per cause di forza maggiore e per periodi di tempo estremamente limitati, oggi invece si trova a vivere un momento di grave crisi che potrebbe trasformarsi presto in emergenza sanitaria.

    Ci interroghiamo e interroghiamo l’Amministrazione e in particolar modo il Sindaco sulle effettive cause di questa crisi che si protrae ormai da troppo tempo, se risulta al vero che l’impianto di sollevamento di c.da Sisto sia fermo e perché, quali provvedimenti intende adottare al fine di regolarizzare l’erogazione dell’acqua potabile.

    Il Comitato   


    August 09

    Un altro giorno è andato...

    E un altro giorno è andato, la sua musica ha finito,
    quanto tempo è ormai passato e passerà?
    Le orchestre di motori ne accompagnano i sospiri:
    l' oggi dove è andato l' ieri se ne andrà.
    Se guardi nelle tasche della sera
    ritrovi le ore che conosci già,
    ma il riso dei minuti cambia in pianto ormai
    e il tempo andato non ritroverai...

    Giornate senza senso, come un mare senza vento,
    come perle di collane di tristezza...
    Le porte dell'estate dall' inverno son bagnate:
    fugge un cane come la tua giovinezza.
    Negli angoli di casa cerchi il mondo,
    nei libri e nei poeti cerchi te,
    ma il tuo poeta muore e l' alba non vedrà
    e dove corra il tempo chi lo sa?

    Nel sole dei cortili i tuoi fantasmi giovanili
    corron dietro a delle Silvie beffeggianti,
    si è spenta la fontana, si è ossidata la campana:
    perchè adesso ridi al gioco degli amanti?
    Sei pronto per gettarti sulle strade,
    l' inutile bagaglio hai dentro in te,
    ma temi il sole e l' acqua prima o poi cadrà
    e il tempo andato non ritornerà...

    Professionisti acuti, fra i sorrisi ed i saluti,
    ironizzano i tuoi dubbi sulla vita,
    le madri dei tuoi amori sognan trepide dottori,
    ti rinfacciano una crisi non chiarita:
    la sfera di cristallo si è offuscata
    e l' aquilone tuo non vola più,
    nemmeno il dubbio resta nei pensieri tuoi
    e il tempo passa e fermalo se puoi...

    Se i giorni ti han chiamato tu hai risposto da svogliato,
    il sorriso degli specchi è già finito,
    nei vicoli e sui muri quel buffone che tu eri
    è rimasto solo a pianger divertito.
    Nel seme al vento afferri la fortuna,
    al rosso saggio chiedi i tuoi perchè,
    vorresti alzarti in cielo a urlare chi sei tu,
    ma il tempo passa e non ritorna più...

    E un altro giorno è andato, la sua musica ha finito,
    quanto tempo è ormai passato e passerà!
    Tu canti nella strada frasi a cui nessuno bada,
    il domani come tutto se ne andrà:
    ti guardi nelle mani e stringi il vuoto,
    se guardi nelle tasche troverai
    gli spiccioli che ieri non avevi, ma
    il tempo andato non ritornerà,
    il tempo andato non ritornerà,
    il tempo andato non ritornerà...
    July 04

    Miseria e Schiavitù - Scioperano i Lavoratori a Regalbuto

     

      

    Regalbuto - Gli operai del Gruppo Francis di Regalbuto sono in sciopero ad oltranza da diversi giorni, a causa della decisione unilaterale della proprietà di pagare ai lavoratori il solo 50% dei salari di maggio e dell’incertezza sui tempi di pagamento dei prossimi salari. I lavoratori delle cinque aziende del gruppo (Francis, Technojacket, Technosnorkles, Tigullio e Parise) ieri mattina hanno avuto un incontro presso l’Ufficio Provinciale del Lavoro di Enna, alla presenza della dirigente Anna Privitera, che aveva lo scopo di far incontrare le parti alla ricerca di una soluzione della questione. All’incontro hanno partecipato il Segretario Profinciale della Confsal-Fesica Vincenzo Zingale, i rappresentanti sindacali Silvia Roccella e Vincenzo Sinagra. Presente anche il socio di maggioranza del gruppo, geometra Vincenzo Saitta, insieme all’Avvocato Luca Giacometti. Il tutto si è risolto con un nulla di fatto.

    Fonte Vivienna MCR

    Pare ci sia dietro l'intenzione di delocalizzare all'estero o, peggio ancora, di "far fuori" tutti gli operai con contratto per così dire tradizionale in favore dell'instaurazione di un regime di contratti stagionali, miseri e precari.

    Intanto le istituzioni regalbutesi e provinciali tacciono!!!!!!

    Nel video le interviste agli operai. Grazie a Vito "Carrino" Cardaci per il bel video realizzato.

    June 16

    Nel ricordo di Enrico 24 anni dopo...

    Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell'uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita”. Così parlò Enrico Berlinguer, uno dei più grandi e al tempo stesso rimpianti uomini politici italiani. Era il 7 giugno di 24 anni fa quando il sessantaduenne segretario del Pci salì sul palco di Piazza dei Frutti di Padova per un comizio in vista delle elezioni europee.
    Un discorso duro, in polemica con il governo di allora. Il leader comunista attacca i “meschini calcoli di parte”, la “ragioneria partitica”. Ma lo prende il primo affanno. Si ferma, ricomincia : “La verità è che...”. Non ce la fa più. “I partiti se ne infischiano...”. Berlinguer lotta contro l' ictus. "Enrico, Enrico” gridano dalla piazza. “A questo stato di cose diciamo basta...”. La voce gli esce stonata, fatica a leggere gli appunti. Lo prende un attacco di vomito, chiede un bicchiere d' acqua. Impallidisce, si porta il fazzoletto alla bocca. Adesso tutti capiscono. “Non vedete che sta male” urlano.
    Ma lui vuole andare avanti. Berlinguer sente che le forze gli mancano, la vista gli si appanna. Salta le ultime otto cartelle del discorso. “Proseguite il vostro lavoro, andate casa per casa, strada per strada...” riesce a mormorare e si accascia. I compagni lo sorreggono, lo fanno scendere dal palco. Berlinguer è uno straccio. Vomita. Lo portano all' albergo, poi di corsa all' ospedale. Sono le undici della sera. Berlinguer è in coma. Nella notte lo operano, ma non c'è niente da fare. La mattina dopo arriva Pertini, che si china sul suo letto di morte e lo bacia sulla fronte fasciata. “E' un uomo giusto” piange il vecchio presidente.
    Per quattro giorni migliaia di persone vegliano in silenzio nel vecchio cortile dell’ospedale Giustinianeo. Ma Berlinguer non riprenderà più conoscenza. Lunedì 11 giugno il sovrintendente sanitario Francesco Valerio comunica: “L' onorevole Enrico Berlinguer è mancato alle 12.45”. “Compagni, la dura notizia è giunta” annuncia Achille Occhetto alla folla radunata davanti a Botteghe Oscure. Il corteo con la bara di Enrico Berlinguer sfila da Padova a Venezia tra due ali di folla lunghe trenta chilometri. Pertini lo porta via con sé. Sull' aereo diretto a Roma dirà: “Lo porto via come un amico fraterno, come un figlio, come un compagno di lotta” dice con gli occhi lucidi il Presidente della Repubblica.
    Un amico fraterno, un figlio, un compagno di lotta. Questo, oltre che una guida, era Enrico Berlinguer per milioni di italiani. Un politico sopraffino, un uomo corretto e mai banale, che ha lasciato dietro di sé un eredità politico-culturale che ancora oggi rappresenta una risorsa preziosa per la democrazia italiana nel suo complesso, e non solo per la parte che egli ha così esemplarmente rappresentato. Di lui ci resta un programma sociale, politico, economico, etico e morale, scritto e, in maggior parte non scritto, ancora basilare per il futuro democratico e di progresso per il nostro Paese.

       

    Oltre un milione di cittadini parteciparono ai suoi funerali. Le elezioni europee verranno ricordate come la prima e unica occasione in cui il Pci superò la Dc in termini di consenso elettorale. Lasciamo alle parole di Indro Montanelli, uno dei più celebri ed autorevoli giornalisti che questo paese abbia mai conosciuto, il compito di ricordare Enrico Berlinguer: “Un uomo introverso, malinconico, di immacolata onestà e sempre alle prese con una coscienza esigente, solitario, di abitudini spontanee, più turbato che allettato dalla prospettiva del potere, e in perfetta buona fede”.

    June 04

    Change!!!

    425.obama.barack.041807

    "Stanotte è la fine di uno storico viaggio e l'inizio di un altro. L'America ha deciso di cambiare volto. Questo è il momento. Il nostro tempo di voltare pagina sulle politiche del passato. Il nostro tempo di portare nuove energie e nuove idee di fronte alle sfide che ci aspettano". Barack Obama.

    In Italia è notte fonda, quando in America vengono divulgati i risultati degli ultimi due stati chiamati a decidere tra i due contendenti. All’inizio della corsa i cittadini del Montana o del Sud Dakota non potevano immaginare che il loro voto avrebbe suscitato tanta attenzione. Ma la snervante (e magnifica) sfida che ha visto protagonisti i due senatori democratici ha imposto che l’ultima parola spettasse proprio a loro. Ai due stati che hanno consentito a Barack Obama di superare il quorum di 2118 delegati.
    «La senatrice Hillary Clinton ha fatto storia in questa campagna, non solo perché è una donna che ha fatto ciò che nessun altra donna ha fatto prima, ma perché è una leader che ispira milioni di americani con la sua forza, il suo coraggio, e il suo impegno per le cause che ci hanno portato qui oggi».
    Sono parole di elogio quelle pronunciate da Obama nel suo primo discorso da candidato ufficiale alla Casa Bianca. Sono parole che riconoscono il merito ad un’avversaria agguerrita e capace. E sono anche parole che nascondono diplomatiche strategie. La sfida, ora, sposta la sua attenzione su un nuovo baricentro. Non più il duello Obama-Clinton, ma la contesa, tra Democratici e Repubblicani, dell’ufficio più prestigioso d’America. In questo contesto, Hillary Clinton rappresenta un pezzo fondamentale del puzzle. Per il suo valore politico, certo, ma anche per la forza finanziaria che rappresenta (non trascurabile nei difficili mesi che precedono il voto generale) e per quei 17 milioni di elettori che l’hanno preferita ad Obama.
    Con le sue parole, il candidato democratico ha sì chiarito i ruoli, ma ha anche aperto quel dialogo che nei giorni scorsi era stato al centro del gossip politico. Un dialogo aperto con la senatrice di New York che la porti a sostenere la sua campagna contro McCain da vicepresidente.
    Una soluzione, questa, che metterebbe a frutto l’enorme attenzione mediatica dedicata al duello fra i democratici e capitalizzerebbe le diverse qualità che, sia Obama che la Clinton, sono capaci di offrire.
    Infine, il cosiddetto dream ticket, metterebbe l’anima in pace ai numerosi superdelegati che ancora sono rimasti nell’ombra dell’indecisione e che ora sono costretti, grazie alla vittoria decretata dal voto popolare, ad uscire allo scoperto e rinunciare agli indugi. Ha cominciato l’ex presidente Jimmy Carter, ora spetta a tutti gli altri. Sarà il primo segnale che, dopo l’esigenze di campagna elettorale che avevano necessariamente diviso il partito, ora i democratici sono uniti per la sfida più importante e più difficile. Quella contro il Grand Old Party e il suo imprevedibile candidato, John McCain.

    June 01

    Sono il Tricheco!!!

    Io sono lui
    come tu sei lui
    come tu sei me
    e noi siamo tutti insieme.
    Guarda come corrono
    come maiali da un fucile,
    guarda come volano. Sto piangendo.
    Seduto su un cornflake, aspetto che arrivi il camion.
    Magliette municipali, stupido maledetto
    martedì, sei stato un bambino cattivo,
    hai fatto il muso.
    Io sono l'uomo delle uova, oh,
    loro sono gli uomini delle uova.
    Oh, io sono il tricheco! 
    Signor poliziotto della City seduto con bel garbo,
    il piccolo poliziotto in fila.
    Guarda come volano,
    come Lucy in the Sky,
    guarda come corrono. Sto piangendo.
    Crema di materia gialla che cola dall'occhio di un cane morto,
    moglie del pesce granchioaragosta,
    sacerdotessa pornografica. Sei stata una bambina cattiva,
    ragazzo, ti sei fatta calare le mutande.
    Io sono l'uomo delle uova, oh, loro sono gli uomini delle uova.
    Oh, io sono il tricheco! 
    Seduto in un giardino inglese, aspetto il sole.
    Se il sole non esce, mi faccio l'abbronzatura
    sotto la pioggia inglese.
    Esperti tesperti, fumatori incalliti,
    non pensate che il clown rida di voi? Ha, ha, ha!
    Guarda come ridono
    come maiali in un porcile,
    guarda come soggrugnano. Sto piangendo.
    Sardelle di semolino che si arrampicano sulla Torre Eiffel;
    pinguini elementari che cantano Hare Krishna,
    uomo, avresti dovuto vederli
    prendere a calci Edgar Allan Poe.
    Io sono l'uomo delle uova, oh, loro sono gli uomini delle uova.
    Io sono il Tricheco!!!
    May 23

    Si Chiamava Giovanni...

    falcone-borsellino

    "A questa città per non dimenticare vorrei dire: gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali, continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini." Giovanni Falcone

    Per non dimenticare Giovanni, Francesca, Vito, Rocco, Antonio
    La prima a saltare in aria è la Croma Beige dei tre agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro. Poi l'auto di Giovanni Falcone, al suo fianco la moglie Francesca Morvillo. Sono le 17.58 del 23 maggio 1992 sull' autostrada A29 nei pressi dello svincolo per Capaci. Li segue poco lontano la Lancia Thema di un privato cittadino e l'eplosione coinvolge poi molte altre auto che si trovano a passare su quel tratto d'autostrada. Non è un film, è il modo in cui la mafia sedici anni fa ha scelto di uccidere il giudice Giovanni Falcone.

    May 20

    Una Strana Catarsi

    Viviamo strani giorni... un quartiere popolare di Napoli si solleva contro il campo nomadi nei pressi. Fuochi, Rogo... la parola ricorda altre vittime, altre motivazioni, ma lo strumento, il fuoco per l'appunto, dall'inferno sale su questa terra e attraversa i millenni. Che importa se le vittime sono i cristiani a Roma, le donne-strega medievali, gli ebrei negli anni '40, i Rom oggi... l'Europa si purifica col fuoco!!!

    Viviamo strani giorni... un quartiere popolare di Johannesburg, Sudafrica, si solleva contro gli immigrati Zimbabwani. Spari, Morti, Machete... la parola ricorda altre vittime, altre motivazioni, ma lo strumento, il machete per l'appunto, dalla campagna entra nei villaggi e nelle città e attraversa i millenni. Che importa se le vittime sono Etiopi antifascisti, Sudafricani antisegregazionisti, Hutu, Tutsi sgozzati che galleggiano su laghi e fiumi... l'Africa si purifica col sangue!!!

    Vediamo strana gente... purificatori alla ricerca di qualcuno da purificare... Governi purificatori, Presidenti purificatori, Papi purificatori, Sindaci purificatori, Mullah purificatori, Bombe purificatrici, Religioni purificatrici...

    ... e vabbè, se dovevate purificare in questo modo non era meglio chiamare una ditta di pulizie??!!??

    Magari ci si divertiva di più!!!!

    Maid

    May 09

    Non Dimentichiamo - Moro, Impastato, Mandela, WWII.

     

    morob 

    "Sii forte, mia dolcissima, in questa prova assurda e incomprensibile. Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo" Ultima lettera di Aldo Moro alla moglie Eleonora


    Il 9 maggio 1978, dopo 55 giorni di prigionia le Brigate Rosse uccidevano il presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, sequestrato il 16 marzo da un commando in via Fani, dove perdevano la vita cinque uomini della sua scorta.

     

     415vz6

    Quello stesso giorno veniva brutalmente assassinato dalla Mafia di Cinisi (Pa) Peppino Impastato. La notizia passò totalmente inosservata a causa delle gravissime vicende che a Roma avevano portato al ritrovamento del cadavere di Aldo Moro.

     

    mandela

    Ma il 9 Maggio può essere ricordato anche come un giorno di buone notizie. Quattordici anni fa, proprio il 9 Maggio 1994, Nelson Rohlilala Mandela diventava il primo presidente nero del Sudafrica, mettendo definitivamente fine al regime dell'Apartheid e iniziando così una stagione di pacificazione nazionale assolutamente non-violenta ed improntata al perdono.

     

    VictoryDayReichstag

    Inoltre il 9 Maggio si ricorda il "Victory Day", vale a dire la fine della Seconda Guerra Mondiale nel 1945, dopo che il giorno prima in Germania era entrata in vigore la "resa incondizionata", firmata il 7 Maggio dall'ammiraglio Karl Dönitz. Cessa così quella che passerà alla storia come la più grande tragedia che l'umanità abbia mai vissuto. Alcuni dati:

    - Il numero delle vittime alla fine del conflitto sarà di 54.788.000 (cinquantaquattromilionisettecentoottantottomila!!!!!!!!).

    - L'URSS è il paese che ha pagato il prezzo più alto in termini di vittime con 21.320.000 morti.

    - Alla fine del conflitto in Germania si contarono 7.600.000 vittime, 18.200.000 prigionieri di guerra degli Alleati, 14.200.000 profughi.

    - Tutte le nazioni coinvolte contano migliaia di vittime: Polonia 5.420.000, Jugoslavia 1.655.000, Francia 610.000, Italia 415.000, Gran Bretagna 390.000, USA 170.000.

    - La seconda guerra mondiale coinvolse ben 61 stati di cui 51 contro il Terzo Reich.

    - Il numero esatto di persone uccise dal regime nazista è ancora soggetto a ulteriori ricerche. Recentemente, documenti declassificati di provenienza britannica e sovietica hanno indicato che il totale potrebbe essere superiore a quanto ritenuto in precedenza. Ad ogni modo, le seguenti stime sono considerate altamente affidabili.

    • 5,6–6,1 milioni di ebrei
    • 3,5–6 milioni di civili Slavi
    • 2,5–4 milioni di prigionieri di guerra
    • 1–1,5 milioni di dissidenti politici
    • 200.000–800.000 tra Rom e Sinti
    • 200.000–300.000 portatori di handicap
    • 10.000–250.000 omosessuali
    • 2.000 Testimoni di Geova
    • Totale da 13.012.000 a 18.952.000

    Tanto per non dimenticare... visti i tempi che corrono!!!!!

    April 30

    26 anni fa la mafia uccise Pio La Torre - Oh, Terra Mia!!!

     

       

    26 anni fa la Mafia uccise Pio La Torre

    Palermo oggi ricorda Pio La Torre, segretario regionale del Partito comunista, ucciso dalla mafia assieme al suo collaboratore Rosario Di Salvo il 30 aprile del 1982. C'e' stata una breve cerimonia sul luogo dell'agguato, in quella che oggi si chiama via Li Muli ma che allora era piazza Turba. Il 12 gennaio 2007 la Corte d’Assise d’Appello di Palermo ha emesso l’ultima di una serie di sentenze che ha portato a individuare in Giuseppe Lucchese, Nino Madonna, Salvatore Cucuzza, e Pino Greco, gli autori materiali dell’omicidio. Dalle rivelazioni di Cucuzza, diventato collaboratore di giustizia, è stato possibile ricostruire il quadro dei mandanti dell’eccidio, identificati nei boss Salvatore Riina, Bernardo Provenzano, Pippo Calò, Bernardo Brusca e Antonino Geraci.

    image 

    falcone-borsellino

    Katjusha - Fischia il Vento!

     

      

    « Fischia il vento infuria la bufera scarpe rotte eppur bisogna andar
    a conquistare la rossa primavera dove sorge il sol dell'avvenir. (x2)

    Ogni contrada è patria del ribelle ogni donna a lui dona un sospir
    nella notte lo guidano le stelle forte il cuor e il braccio nel colpir. (x2)

    Se ci coglie la crudele morte dura vendetta sarà del partigian
    ormai sicura è già la dura sorte del fascista vile traditor. (x2)

    Cessa il vento, calma è la bufera torna a casa il fiero partigian
    sventolando la rossa sua bandiera vittoriosi al fin liberi siam. (x2)
    »

    Ministri Leghisti, Xenofobi e Razzisti...

    Fini Presidente della Camera...

    Alemanno Sindaco di Roma...

    Speriamo non duri... un Ventennio!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    April 28

    Ah, l'Italia!!!!!

        

              bandiera

    Ma dimmi, secondo te questo è un sole calante o un sole nascente?

    April 18

    Mentre a Roma si discuteva...

    E' sabato sera, e come al solito si va in giro per i locali notturni preferiti. Amici, scherzi, risa... Bevo sempre qualcosa il sabato sera, e poi domani è giorno di elezioni... devo bere qualcosa. "Jack&RedBull per favore!!!". Ringrazio il barman e continuo i miei deliri serali. Vengo avvicinato da una ragazza. E' bella, molto bella. Mentre si avvicina la guardo negli occhi, due occhi scuri, grandi, luminosi, pieni delle gioie e dei dolori del mondo. La riconosco subito e le vado incontro per salutarla. Non si può dire che sia un'amica ma se vivi in provincia chiunque può di colpo diventare tuo amico, ti accorgi dallo sguardo se qualcuno ha voglia di parlare con te, e quegli occhioni lucidi dicevano qualcosa "Ciao Salvo, come va?" "Bene - rispondo - e tu?"
    "Io bene, il solito sabato sera", risponde lei con un lieve accento dell'Europa orientale.
    Non posso fare a meno di notare una vistosa fasciatura alla mano destra, insolita per una ragazza di 19 anni che sfoggia un abbigliamento impeccabile. "Cos'hai fatto alla mano?", "Ho avuto un incidente sul lavoro, in fabbrica". Do un'occhiata alla mano. Infortunio serio.
    "Allora sei in malattia?"
    "Macchè, non mi hanno dato neanche un giorno di riposo". "Ma scusa - dico io - ma non hai diritto a curarti?"
    "Lavoro lì da mesi ma non sono stata ancora assunta, lavoro in nero e non ho neanche la carta d'identità, e così non posso prendere la patente!"
    Andiamo avanti nella discussione e via via il suo solito sorriso, la sua aria spensierata da ragazzina che ha fatto perdere la testa a tanti ragazzini in giro per il paesino, diventa l'aria di chi vuol diventare donna, di chi sente di essere una donna mancata.
    "Spero di poterti aiutare"
    "Grazie, Salvo, non so cos'altro fare. Così io NON ESISTO!!!"
    A questo punto la saluto. Nonostante tutto lei mi regala un sorriso che illumina tutta la stanza, e va via quasi saltellando. Forza di giovane donna.
     
    Questa conversazione è realmente avvenuta in un locale pubblico di Regalbuto il 12 aprile 2008. La ragazza è figlia di immigrati romeni in Italia da molti anni. Lavora in fabbrica, in nero, non ha ferie retribuite, diritto alla malattia, non ha documenti. Il suo datore di lavoro ha votato per il PDL e per la Lega. Ad una settimana da quall'incontro ho potuto appurare che la sua mano non è affatto migliorata, ma non ha perso un'ora di lavoro. Questa ragazza ha solo 19 anni, non ha avuto il diritto ad ammalarsi, a studiare, all'adolescenza. Questo la rende forse un'immigrata pericolosa?